Stenosi del collo vescicale dopo chirurgia prostatica: quali pazienti rispondono meglio al trattamento?

La stenosi del collo vescicale rappresenta una complicanza nota dopo chirurgia per iperplasia prostatica benigna (IPB), con un’incidenza che può raggiungere il 9% dopo resezione transuretrale (TURP) e circa il 2% dopo enucleazione con laser ad olmio (HoLEP). In questi casi, l’incisione endoscopica del collo vescicale (BNI) costituisce il trattamento di riferimento, con percentuali di successo riportate intorno all’80%. 

Per comprendere meglio quali fattori influenzino l’esito della procedura, i nostri ricercatori hanno analizzato i risultati provenienti da 110 pazienti trattati con BNI dopo sviluppo di stenosi in seguito a chirurgia per l’ipetrofia prostatica benigna. I dati sono stati raccolti durante un follow-up mediano di 13 mesi attraverso valutazioni clinico-laboratoristiche ed interviste telefoniche. I risultati ottenuti mostrano un quadro favorevole, con circa due pazienti su tre che ottengono un miglioramento clinico significativo dopo il trattamento endoscopico per la sclerosi del collo vescicale: a 3 mesi dall’intervento, il 64% dei pazienti presenta sintomi lievi, mentre circa il 31% riferisce sintomi moderati e solo il 5% sintomi severi, quest’ultimi casi già gravati da altre comorbidità di base che ne complicano il quadro clinico.

Anche il profilo di sicurezza si dimostra rassicurante. Le complicanze a 30 giorni si verificano nel 12,7% dei casi e includono principalmente ritenzione urinaria nel 6% e infezioni urinarie nel 4%, mentre l’incontinenza urinaria, osservata nel 4% dei pazienti, è nella maggior parte dei casi temporanea e si risolve entro i tre mesi dalla chirurgia. Il successo del trattamento è dimostrato dal fatto che solo circa il 7% dei pazienti sviluppa una nuova stenosi entro un anno e meno del 5% necessita di un nuovo intervento. 

L’analisi statistica ha inoltre permesso di identificare due fattori chiave associati a un minor successo del trattamento. In particolare, i pazienti che sviluppano sintomi entro 6 mesi dall’intervento prostatico presentano un rischio di fallimento quasi quattro volte maggiore, mentre un volume prostatico inferiore a 50 grammi è associato a un rischio aumentato di circa tre volte e mezzo.

Nel complesso, questi risultati confermano che la BNI è una procedura efficace e sicura, ma evidenziano anche come una migliore conoscenza dei fattori di rischio consenta oggi di personalizzare il trattamento e ottimizzare i risultati clinici.

Quarta L, Bandini M, Corsini C, et al. Assessing predictors of failure after bladder neck incision in patients who developed bladder neck stenosis following transurethral surgery for benign prostatic enlargement. The Prostate. 2025.