La malattia di Peyronie è caratterizzata dalla formazione di una o più placche fibrotiche a livello della tunica albuginea dei corpi cavernosi, che determina incurvamento penieno durante l’erezione e può compromettere significativamente la funzione sessuale e la qualità di vita del paziente che ne è affetto. Nonostante siano disponibili diverse strategie terapeutiche, il trattamento della malattia di Peyronie in fase stabile rappresenta tuttora una sfida clinica rilevante. L’infiltrazione intralesionale di plasma ricco di piastrine (PRP) nella placca fibrotica costituisce un approccio terapeutico emergente e sperimentale che utilizza i fattori di crescita rilasciati dalle piastrine per modulare i processi di riparazione e rimodellamento tissutale.

I nostri ricercatori hanno condotto uno studio prospettico pilota bicentrico su 38 pazienti con malattia di Peyronie in fase stabile. Tutti i partecipanti hanno ricevuto due infiltrazioni intralesionali di PRP (circa 8 mL ciascuna) a distanza di 4 settimane. Il PRP è stato preparato mediante due diverse metodiche di processazione: doppia centrifugazione per 22 pazienti e singola centrifugazione per 16 pazienti. Una settimana dopo la prima infiltrazione, tutti i pazienti hanno iniziato un protocollo terapeutico combinato con tadalafil 5 mg in somministrazione quotidiana e trazione peniena mediante vacuum device per 5-15 minuti al giorno. La valutazione clinico-strumentale è stata condotta al baseline e dopo 3 mesi mediante ecocolordoppler penieno dinamico e questionari validati per la funzione erettile (IIEF) e per l’impatto della malattia di Peyronie (PDQ).
I risultati hanno evidenziato un miglioramento statisticamente significativo dell’incurvamento penieno in entrambi i gruppi. Nel gruppo trattato con doppia centrifugazione, la curvatura mediana è diminuita da 45° a 40°, mentre nel gruppo con singola centrifugazione si è ridotta da 60° a 50°. Nell’intera coorte, la curvatura mediana è passata da 55° a 45°, con una riduzione mediana di 10° (p minore di 0.001). I punteggi del PDQ sono migliorati significativamente in entrambi i gruppi (p ≤ 0.006), mentre i parametri relativi alla funzione erettile e i reperti ecografici sono rimasti sostanzialmente invariati. Le dimensioni della placca hanno mostrato una riduzione clinicamente non significativa. Non sono stati registrati eventi avversi correlati al trattamento. Le implicazioni cliniche di questo studio sono significative: la terapia trimodale basata su infiltrazioni di PRP si è dimostrata sicura e ben tollerata, potendo determinare un miglioramento modesto ma statisticamente significativo dell’incurvamento penieno e dei punteggi di qualità di vita nei pazienti con malattia di Peyronie in fase stabile. Tuttavia, l’entità della riduzione della curvatura osservata non consente di inferire un beneficio clinico rilevante a lungo termine, rendendo necessaria la conduzione di studi controllati randomizzati su casistiche più ampie per validare questi risultati preliminari.
Negri F, Pozzi E, Zahiti L, Birolini G, Raffo M, d’Arma A, Montorsi F, Mattei A, Salonia A. Trimodal Mini-Invasive Therapy for Stable-Phase Peyronie’s Disease: A Two-Center Real-Life Prospective Pilot Study. Andrology. 2026 Jan 14:e70176. doi: 10.1111/andr.70176. Epub ahead of print. PMID: 41531263.




