Confronto degli outcome del trattamento con BCG versus cistectomia radicale in pazienti con carcinoma vescicale non muscolo-infiltrante ad alto rischio

Il carcinoma vescicale non muscolo-infiltrante (NMIBC) rappresenta una quota importante delle diagnosi di tumore della vescica. Nei pazienti ad alto rischio (HR) o a rischio molto alto (VHR), la gestione clinica rimane complessa: da un lato vi è la possibilità di trattare la patologia con instillazioni endovescicali di BCG, un immunoterapico che riduce il rischio di recidiva e progressione; dall’altro lato, alcuni centri propongono la cistectomia radicale upfront, cioè come trattamento immediato, per ridurre il rischio di progressione verso malattia muscolo-infiltrante o metastatica.

Per chiarire i vantaggi e i limiti delle due strategie, i nostri ricercatori hanno analizzato retrospettivamente i dati di 1.491 pazienti con diagnosi di neoplasia vescicale non muscolo-infiltrante ricevuta tra il 2015 e il 2024 in più centri. Tutti i pazienti avevano ricevuto almeno cinque instillazioni di BCG oppure una cistectomia radicale upfront. Per garantire un confronto equo, i pazienti sono stati appaiati 1:1 con un metodo statistico chiamato propensity score matching, che bilancia le caratteristiche cliniche dei due gruppi. L’endpoint principale era la mortalità specifica per cancro (CSM).

I risultati hanno mostrato che solo una piccola parte dei pazienti (7,1%) è stata trattata inizialmente con cistectomia radicale. Dopo un follow-up mediano di 2,6 anni, i tassi di mortalità specifica a 5 anni erano simili tra i pazienti trattati con BCG (13%) e quelli sottoposti a cistectomia upfront (16%), senza differenze statisticamente significative. Tra i pazienti inizialmente trattati con BCG, circa il 7% ha ricevuto successivamente una cistectomia; quasi la metà di questi, tuttavia, aveva già sviluppato una progressione a malattia muscolo-infiltrante al momento dell’intervento. In questo sottogruppo, la sopravvivenza era significativamente peggiore rispetto ai pazienti che avevano ricevuto una cistectomia differita senza progressione (31% vs 13% di mortalità specifica a 3 anni).

In conclusione, lo studio evidenzia che, nei pazienti con NMIBC ad alto o a rischio molto alto, la strategia iniziale con BCG non comporta un aumento di mortalità specifica rispetto alla cistectomia radicale upfront. Tuttavia, quando la progressione si verifica prima della chirurgia differita, gli outcome peggiorano sensibilmente. Questo sottolinea l’importanza di un monitoraggio attento e della tempestività nell’esecuzione della cistectomia in caso di segni di progressione.

Scilipoti, P., Longoni, M., de Angelis, M., Zaurito, P., Ślusarczyk, A., Soria, F., Pradere, B., Krajewski, W., D’Andrea, D., Mari, A., Del Giudice, F., Pichler, R., Subiela, J.D., Marcq, G., Gallioli, A., Afferi, L., Mastroianni, R., Simone, G., Albisinni, S., Mertens, L.S., Laukhtina, E., Oberneder, K., Rodríguez Elena, J.L., Aranda, J., Puentedura, A.L., Caño Velasco, J., Contieri, R., Hurle, R., Mori, K., Radziszewski, P., Shariat, S.F., Gontero, P., Necchi, A., Rouprêt, M., Montorsi, F., Salonia, A., Briganti, A., Moschini, M. and the European Association of Urology – Young Academic Urologists (EAU-YAU), Urothelial carcinoma working group (2025), Outcomes of BCG vs upfront radical cystectomy for high-risk non-muscle-invasive bladder cancer. BJU Int, 136: 47-54. https://doi-org.sanraffaele.idm.oclc.org/10.1111/bju.16675

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