Come i cambiamenti nel DNA possono aiutare a diagnosticare e curare meglio il tumore della prostata

DNA, EPIGENETICA E TUMORE ALLA PROSTATA

Il tumore della prostata è uno dei tumori più comuni negli uomini, e si sta scoprendo sempre di più quanto sia importante studiare non solo il DNA stesso, ma anche i “meccanismi di controllo” che regolano il funzionamento dei nostri geni.

L’epigenetica è proprio questo: lo studio di come i geni vengono “accesi” o “spenti” senza che cambi la loro struttura di base. È come avere un interruttore della luce che può essere attivato o disattivato, anche se la lampadina rimane sempre la stessa. Uno di questi interruttori più importanti si chiama “metilazione del DNA”.

LE ISOLE CpG E I GENI “SPENTI” DAL TUMORE

Nel tumore della prostata, quello che spesso accade è che certi geni importanti per tenere sotto controllo la crescita delle cellule vengono “spenti” quando non dovrebbero esserlo. Questo succede in particolare in zone specifiche del DNA chiamate “isole CpG”, che sono ricche di due componenti chimici (citosina e guanina). Quando queste zone vengono modificate in modo sbagliato, possono far tacere geni fondamentali come GSTP1, APC e RARb2.

DIAGNOSI PRECOCE E TECNOLOGIE AVANZATE

La buona notizia è che questi cambiamenti possono diventare dei “segnali di allarme” molto utili per i medici. Analizzandoli, è possibile diagnosticare il tumore più precocemente e capire quanto sia aggressivo, permettendo cure più mirate per ogni singolo paziente.

Grazie a tecnologie sempre più avanzate, si sono identificate molte altre zone del DNA che si comportano in modo anomalo nel tumore prostatico. Questo sta aiutando a comprendere meglio come nasce e si sviluppa questa malattia.

NUOVI FARMACI EPIGENETICI: UNA SPERANZA CONCRETA

Un aspetto particolarmente promettente riguarda le nuove terapie. Si è osservato che esistono farmaci chiamati “inibitori delle DNA metiltransferasi” che possono “riaccendere” i geni che erano stati spenti dal tumore. Questi farmaci si sono dimostrati efficaci soprattutto nei pazienti con malattia avanzata che non rispondevano più alle cure tradizionali.

CONCLUSIONI E RICERCA ITALIANA

Lo studio condotto dal Dr Francesco Barletta, ricercatore URI, dimostra come analizzare questi cambiamenti nel DNA non solo aiuti a capire meglio il tumore della prostata, ma rappresenti anche una strada concreta per sviluppare test diagnostici più precisi e terapie innovative più efficaci.


Barletta F, Bandini M, Cirulli GO, Zaurito P, Lucianò R, Giannese F, Scotti GM, Oneto C, Tenace N, Scarfò F, Morelli MJ, Lazarevic D, De Cobelli F, Ponzoni M, Doglioni C, Tonon G, Gandaglia G, Montorsi F, Briganti A.
DNA methylation alterations in prostate cancer: from diagnosis to treatment.
Transl Androl Urol 2025;14(2):454-462.
doi: 10.21037/tau-24-382

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