Piccole masse renali: immagini più precise per decisioni più sicure

Le piccole masse renali (diametro ≤4 cm) vengono scoperte sempre più frequentemente grazie all’uso diffuso della diagnostica per immagini. Tuttavia, distinguere le lesioni benigne da quelle maligne resta una sfida clinica significativa: fino al 30% delle masse asportate chirurgicamente risulta infatti benigno all’esame istologico. Questo comporta interventi chirurgici potenzialmente evitabili, con i relativi rischi per il paziente.

I nostri ricercatori hanno voluto valutare se la combinazione di due tecniche di imaging ― la risonanza magnetica (RM) e la scintigrafia SPECT/TC con tecnezio-99m sestamibi ― potesse migliorare la caratterizzazione preoperatoria di queste lesioni, distinguendo in particolare il carcinoma renale a cellule chiare (ccRCC), la forma più frequente e aggressiva di tumore renale.

Sono stati analizzati 18 pazienti con masse renali indeterminate di stadio clinico T1a. A ciascuna lesione è stato assegnato un punteggio RM chiamato “clear-cell likelihood score” (ccLS), una scala da 1 a 5 che stima la probabilità che la massa sia un ccRCC. Parallelamente, è stata eseguita la scintigrafia con sestamibi, che sfrutta le differenze nel contenuto mitocondriale tra i diversi tipi di tumore: le lesioni benigne come gli oncocitomi mostrano elevata captazione (“avide”), mentre i carcinomi generalmente no.

La RM da sola ha identificato correttamente il ccRCC in oltre il 90% dei casi con punteggio ccLS 4-5 (alta probabilità). Tuttavia, per le lesioni con punteggio intermedio (ccLS 3), l’accuratezza scendeva al 72%. L’aggiunta della scintigrafia con sestamibi in questi casi dubbi ha permesso di raggiungere un’accuratezza diagnostica del 94%.

Gli autori propongono quindi un nuovo percorso diagnostico: eseguire prima la RM con calcolo del ccLS per tutte le masse renali indeterminate, riservando la scintigrafia con sestamibi ai casi con punteggio intermedio. Questo approccio potrebbe essere particolarmente vantaggioso nei pazienti anziani o con comorbidità, permettendo di evitare biopsie invasive o interventi chirurgici non necessari.

Sebbene preliminari e limitati dalla piccola dimensione del campione, questi risultati suggeriscono che combinare due metodiche già ampiamente disponibili e sicure possa ottimizzare la diagnosi delle piccole masse renali, riducendo il ricorso a procedure invasive non indispensabili

Bertini A, Basile G, Prato F, Zurrida R, Imperiale G, Brembilla G, Bertini R, Rosiello G, Salonia A, Larcher A, Chiti A, Montorsi F, De Cobelli F, Capitanio U. MRI in combination with Technetium-99m-sestamibi single-photon emission CT/CT: a novel diagnostic algorithm to maximise the characterisation of small renal masses. BJU Int. 2026 Feb;137(2):262-264. doi: 10.1111/bju.70002. Epub 2025 Sep 23. PMID: 40984822.

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