Rimozione della malattia residua del tumore vescicale

Il tumore alla vescica è il decimo tumore più diffuso al mondo, con oltre mezzo milione di nuovi casi ogni anno, ed è il tumore più costoso da trattare, con una spesa di oltre 10 miliardi di dollari all’anno. L’elevato costo è dovuto al fatto che le attuali tecniche di diagnostica per immagini non consentono di individuare e quindi rimuovere chirurgicamente i tumori alla vescica di dimensioni inferiori a 1 millimetro, soprattutto quando sono piatti. In secondo luogo, la metà dei tumori alla vescica è resistente alla terapia. A causa di queste limitazioni diagnostiche e terapeutiche, circa 200.000 pazienti ogni anno, per molti anni dopo la diagnosi, presentano recidive tumorali e si sottopongono a molteplici interventi chirurgici e terapeutici. La malattia residua del tumore vescicale ha quindi un profondo impatto sulla qualità di vita del paziente e sui costi sociali.

Per trovare una soluzione alla eliminazione della malattia residua i nostri ricercatori stanno coordinato [coordinando] un progetto europeo che sta validando un nuovo approccio per identificare e rimuovere anche le neoplasie vescicali di dimensioni inferiori ad un millimetro. Assieme ai ricercatori della Università di Bologna (Italia), Fujifilm (Paesi Bassi), Ascend Technologies (Inghilterra), e META (Belgio) è stata sviluppata la soluzione che consiste nell’uso di un mezzo di contrasto composto da nano-particelle di oro che instillate direttamente in vescica riconoscono in maniera specifica il tumore. In seguito ad eccitazione con una luce laser le nanoparticelle emettono ultrasuoni che sono registrati da un ecografo. La combinazione dell’uso di nanoparticelle e dell’ecografo permette di localizzare e visualizzare la lesione neoplastica molto piccola, che altrimenti sarebbe rimasta in vescica. Questa soluzione permette la rimozione fisica della piccola neoplasia, e non è suscettibile al processo di chemio o immuno resistenza. Di conseguenza, questa soluzione è applicabile indistintamente a uomini e donne, incluse le persone fragili che non potrebbero essere trattate con chemioterapia1.

L’aspetto innovativo di questa soluzione è stato riconosciuto ad alto impatto dal Joint Research Centre della Commissione Europea. Nel maggio 2025, il progetto PHIRE è stato inoltre selezionato tra i tre studi più significativi presentati durante la Settimana europea contro il cancro²–⁴ ed è stato oggetto di diffusione anche da parte di TGCOM24⁵.

I nostri ricercatori si stanno ora impegnando per portare a livello clinico questa soluzione, affrontando il percorso regolatorio per l’uso nell’uomo e la raccolta di nuovi fondi.

https://www.phire-project.eu

https://innovation-radar.ec.europa.eu/innovation/59536

https://innovation-radar.ec.europa.eu/innovation/59537

https://eic.eismea.eu/community/stories/european-week-against-cancer-2025-3-eic-beneficiaries-driving-innovation-oncology

https://www.tgcom24.mediaset.it/2024/video/bella-scienza-l-oro-scova-ed-elimina-i-tumori-della-vescica_88680846-02k.shtml