Complicanze dopo enucleazione prostatica con laser ad olmio (HoLEP): quanto è sicura la procedura?

L’enucleazione prostatica con laser ad olmio (HoLEP) rappresenta oggi una delle tecniche chirurgiche di riferimento per il trattamento dei sintomi urinari legati all’iperplasia prostatica benigna (IPB), in particolare nei pazienti con prostata di grandi dimensioni. Nonostante gli eccellenti risultati funzionali riportati in letteratura, la procedura può presentare un grado di complessità non trascurabile ed associarsi ad un rischio di complicanze perioperatorie e postoperatorie legate alle caratteristiche anagrafiche, anatomiche e cliniche del paziente.

Per chiarire questo aspetto, i nostri ricercatori hanno analizzato i dati di 284 pazienti sottoposti a HoLEP in un centro ad alto volume con oltre 15 anni di esperienza nella tecnica; di questi, il volume prostatico mediano si attestava intorno a 87 ml e nel 21% dei casi venivano assunti farmaci anticoagulanti o antipiastrinici. Tutti i pazienti sono stati seguiti per 12 mesi nel tempo mediante visite cliniche, indagini laboristiche, radiologiche e interviste telefoniche e le complicanze post-operatorie sono state classificate secondo la classificazione di Clavien-Dindo.

I nostri dati confermano un profilo di sicurezza assolutamente favorevole legato a questa procedura con un tasso di complicanze inferiori a quanto riportato in letteratura, quando l’intervento viene eseguito da chirurghi esperti. Nel 72% dei casi non si sono verificati eventi avversi durante la degenza e tutto il periodo di osservazione dello studio, mentre nel 26% le complicanze sono state di grado lieve (Clavien 1-2) e non hanno necessitato di ulteriori trattamenti attivi. Tra le complicanze più frequenti è stata evidenziata la febbre (11%) e la ritenzione urinaria acuta da coagulo o spasmo pelvico (8%) nel periodo immediatamente post-operatorio, mentre nel follow-up post-chirurgico sono stati evidenziati urgenza minzionale (4%) e incontinenza urinaria da sforzo (3.5%) come disturbi più comuni, tuttavia generalmente transitori.

Solo meno del 2% dei pazienti ha sperimentato complicanze di grado severo (Clavien 3) e in nessun caso sono stati riportati eventi avversi di grado maggiore (Clavien >4).

L’analisi statistica ha inoltre identificato due importanti fattori predittivi di complicanze: l’età avanzata e la presenza di catetere vescicale prima dell’intervento. In particolare, i pazienti portatori di catetere presentano un rischio 4 volte maggiore di eventi avversi legati alla procedura.

Questi risultati hanno rilevanti implicazioni cliniche: quando eseguita in centri ad alto volume e con adeguata esperienza, la HoLEP si conferma una procedura sicura ed efficace. Tuttavia, una corretta selezione e un’attenta gestione dei pazienti più fragili risultano fondamentali per minimizzare il rischio di complicanze e ottimizzare gli esiti chirurgici.

Capogrosso P, Fallara G, Pozzi E, Schifano N, Candela L, Costa A, et al. Rates and predictors of postoperative complications after Holmium laser enucleation of the prostate (HoLEP) at a high-volume center. Minerva Urol Nephrol. 2022;74(4):461-466. doi: 10.23736/S2724-6051.21.04315-9.